Il marchio nasce da un gesto semplice: trasformare il confetto in segno.
Il pittogramma costruisce una forma fluida in cui i confetti si intrecciano fino a generare un fiore. Un simbolo universale di scelta, celebrazione e momento condiviso.
All’interno di questa armonia, un’apertura rompe la simmetria: un occhio. Uno sguardo che introduce tensione, direzione, presenza.
Il segno non è solo decorativo, ma narrativo. Tiene insieme equilibrio e imperfezione, tradizione e contemporaneità.
Il naming segue la stessa logica.
Da “bon ton” nasce Bontons: un sostantivo nuovo, evocativo, che richiama la memoria dei confetti e dei bonbon, ma si proietta in un linguaggio di marca attuale, riconoscibile, proprietario.
L’identità visiva si sviluppa con coerenza su tutti i supporti, mantenendo pulizia, eleganza e versatilità. Il sistema è pensato per adattarsi senza perdere forza, garantendo riconoscibilità e qualità percettiva in ogni applicazione.



